Why Mobile-First Is the Wrong Approach

In April last year, Google launched their mobile-friendly update, which favoured mobile-friendly websites in search results delivered on mobile devices. Much further back, in 2010, Apple’s Steve Jobs claimed that the post-PC era had arrived. In accordance with such claims, desktop and laptop computer sales have steadily been dropping ever since as more and more consumers turn to the small screen to fulfil their everyday computing needs.

Today, it’s not uncommon for the smartphone to be the most powerful computer in a household, and there’s also been an unprecedented rise of the mobile-only user who exclusively uses a smartphone and/or tablet to access the Internet. Particularly among millennials, the small screen has proven very pervasive in everyday life. Perhaps, given the current trends in the market place, it’s no wonder that the mobile-first approach for digital marketing strategies has been so hyped up in recent years.

A mobile-first approach only considers users of small, touch-screen devices such as smartphones and tablets. Marketers who use this approach don’t give any thought to things like keyboards, mice and large displays, apparently thinking that they’ve gone the way of the dodo. In reality, however, it can be argued that the mobile-first approach is the wrong one. What matters are screens rather than devices. There isn’t ever going to be a mobile-only world, just a world with more options.

There are now more ways to connect to the Internet than ever before, but different devices are designed to do different things. Almost no one conducts intensive research online on the small screen, just as no student is going to type out an entire dissertation on one. On the other hand, people aren’t going to be using the large screen while they’re out and about looking for a place to eat or a particular shop in the high street. Mobile might be primary, but only for certain tasks.

When it comes to everyday consumer services, mobile usage is undoubtedly much higher. As such, the mobile-first approach can work, to a degree, in cases where the vast majority of a brand’s target audience predominantly uses the small screen. At the same time, you’ll likely still end up alienating a lot of potential customers if your website provides a sub-par experience on the larger screen. For example, even predominantly mobile users are more likely to use the large screen while at work.

These days, the average person spends more than two hours per day using their smartphones and a bit over an hour and a half in front of a desktop or laptop computer. Since desktop computers continue to dominate in the workplace, those with typical office jobs will likely spend much more time in front of the big screen than anything else. The TV also remains a major part of many people’s lives, and many consumers even use their TVs for browsing the Web.

Ultimately, the mobile-first approach is doomed to fail in all but a handful of niche industries with very specific target demographics. In other industries, the approach might enjoy some limited success for the time being, but again, this very much depends on your target demographic. Instead, your primary focus should be on developing scalable websites and apps that offer an optimal experience on all devices.

 

Cos’è la Blockchain?

Una Semplice definizione la dà Don e Alex Tapscott autori del libro intitolato “Blockchain Revolution

Il blockchain è il registro digitale incorruttibile delle transazioni economiche che può essere programmato per registrare transazioni finanziarie ed ogni scambio di valore.

L’immagine di seguito mostra chiaramente come funziona.

Image courtesy of weforum.org

Round di investimento per Startup innovative (ottobre 2017)

Competitoor (round di investimento da 469 mila euro)

Barcamper Ventures, gestito da Primomiglio sgr, ha guidato un round di investimento da 469 mila euro in Dispell Magic srl, la startup innovativa che ha sviluppato Competitoor, un software di artificial intelligence che consente di monitorare i prezzi online dei competitor con l’obiettivo di supportare retailer, brand e store manager nello sviluppo di strategie di prezzo vincenti, ottenendo un incremento dei margini di guadagno compreso tra l’8% e il 20%. Al round di investimento hanno partecipato anche H-Farm e Alterego srl

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Mathesia (round di finanziamento da 700 Mila euro)

Aumento di capitale per Mathesia, che ha chiuso un round di investimento per 700 mila euro da parte di un gruppo di importanti imprenditori e manager italiani. Mathesia è la prima piattaforma di crowdsourcing dedicata alla matematica applicata e mette a disposizione delle aziende che vogliono fare innovazione i migliori specialisti al mondo nel campo della data science, della modellistica matematica, della simulazione o dell’ottimizzazione. Mathesia utilizzerà i fondi raccolti per ampliare la propria offerta sui mercati internazionali. Nata dalla sinergia tra Moxoff, spinoff del Politecnico di Milano e Yottacle, startup incubata in PoliHub, Mathesia è una startup innovativa incubata presso il PoliHub, Innovation District & Startup Accelerator, l’incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano.

https://www.mathesia.com/projects/

Quomi (round di finanziamento di 600 Mila euro)

Quomi, la startup che per prima ha introdotto in Italia i meal kit per preparare le cene a domicilio, ha chiuso con successo il suo secondo round di investimento per un importo pari a 600.000 euro.

Dopo 250.000 euro raccolti nei primi 18 mesi di vita, che hanno visto tra i protagonisti anche l’incubatore di startup quotato Digital Magics, entrano a far parte della famiglia Quomi un gruppo di investitori privati di rilievo per il mercato italiano.
https://quomi.it/

Microsoft e Amazon annunciano Gluon, insieme per il machine learning.

Gluon è un’interfaccia open source creata da Amazon e Microsoft per sostenere la ricerca su machine learning e deep learning.

Il servizio permetterà agli sviluppatori di accelerare il loro lavoro e sfruttare la capacità computazionale offerta dalle due aziende tramite reti neurali.

Gluon offre blocchi di codice pre-costituiti e altamente ottimizzati che consentiranno di lavorare allo sviluppo dell’AI in modo simile alla semplice programmazione.

AWS and Microsoft announce Gluon, making deep learning accessible to all developers

ANYWHERE & ANYTIME: SHOPPING AND MEDIA FRAGMENTATION – OSSERVATORIO MULTICANALITÀ 2017

Presentati i risultati della Ricerca 2017 dell’Osservatorio Multicanalità, promosso e coordinato da Nielsen, School of Management del Politecnico di Milano e Zenith Italy

 In Italia lo stile di acquisto e la fruizione dei media diventano sempre più “frammentati”

Lo shopping ai raggi X: cresce la frequenza degli acquisti online e i consumatori sono più social, ma resta un 40% di over 14 che non si connette a internet

Si consolidano gruppi di consumatori con abitudini molto diverse e distanti tra loro: 21 milioni di individui non accedono alla rete, tra chi usa il web si distinguono gli InfoShopper (11,1 milioni) che ricercano informazioni nel processo di acquisto e gli eShopper (20,6 milioni) che invece fanno eCommerce con sempre maggiore frequenza.

Da un lato, troviamo 31,7 milioni di individui sopra i 14 anni (60% della popolazione) che, pur con diversi gradi di maturazione, hanno adottato un comportamento multicanale che interessa le diverse fasi del processo d’acquisto (ricerca informazioni, comparazione di prezzi, lettura di recensioni fino all’acquisto vero e proprio); dall’altro, troviamo 21 milioni di individui (40% della popolazione) che non si connettono a internet, sostanzialmente dal 2012. Due gruppi ormai nettamente separati, con una propria stabilità e proprie caratterizzazioni specifiche.

https://www.osservatori.net/it_it/osservatori/executive-briefing/anywhere-anytime-shopping-and-media-fragmentation-osservatorio-multicanalita-2017